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ITINERARI DELL'ARTE

La Via Maestra di Saragozza o Francesca della Sambuca.
Questo itinerario ripropone il più importante percorso dell’Appennino bolognese occidentale che, sin dall’epoca etrusca e poi romana, seguiva il corso del fiume Reno, lasciando Bologna a Porta Saragozza. In età moderna la strada venne chiamata “maestra di Saragozza”, mentre i pistoiesi già in età medievale la chiamavano Francesca, per indicare la via per la Francia o proveniente dalla Francia, come le varie Francigene dell’Italia settentrionale. Partendo da Casalecchio si procede verso sud facendo tappa a Pontecchio, con la Pieve e l’Abbazia di Santo Stefano e l’Ospedale che ospitava i pellegrini, dedicato a San Nicolò, di cui rimane oggi soltanto l’Oratorio, e a Sasso Marconi, dove una cappella intitolata a Sant’Andrea venne ricavata dalla roccia nel 1283 per offrire riparo ai pellegrini di passaggio, sebbene i numerosi ritrovamenti di epoca romana facciano ipotizzare che il taglio della rupe sia stato eseguito dai Romani stessi.
Per approfondimenti: www.appenninoeverde.org/escursionismo

Le vie dell’arte.
Nell’area di Sasso Marconi è possibile visitare affascinanti mete d’arte, tra cui il Santuario della Beata Vergine del Sasso, sede della parrocchia di Sasso Marconi fin dal 1882, il borgo di Colle Ameno, fatto costruire tra il 1700 e il 1800 da Filippo Ghisileri come laboratorio di arti e mestieri, ancora oggi celebre per le “maioliche di Colle ameno”. A Pontecchio Marconi si trova Palazzo Rossi, costruito alla fine del 1400 da Bartolomeo Rossi sulle rive del Reno, in stile tardo gotico bolognese e rifinito da merlature e decorazioni in cotto. Del 1400 è pure Palazzo Sanuti detto “La Fontana”, costruito dal facoltoso cavaliere bolognese Nicolò Sanuti e situato nel borgo omonimo. Grazie al poeta e giurista Claudio Achillini, invece, viene costruito nel 1630 l’Oratorio di S. Apollonia, come ringraziamento per essere scampato alla peste. Ancora l’Achillini edifica a Sasso Marconi la Villa che porta il suo nome, in cui il poeta compone le sue opere più celebri.
Sotto le pendici del Monte Mario, circondata da un grande parco, viene costruita nel ‘600 Villa Albani dall’avvocato Domenico Albani, fratello del più conosciuto Francesco, pittore. Due anni prima della presa della Bastiglia, nel 1787 viene costruita Villa Cadestellano, al cui interno si trovano stucchi, decorazioni e pitture stile Luigi XVI. Della seconda metà del ‘500 è Villa La Maranina, in località S. Lorenzo, appartenuta alla famiglia dei Colonna e a quella dei Boncompagni. Non possiamo dimenticare, infine, la Rupe del Sasso, formata da un bradisismo di milioni di anni fa che spostò all’attuale posizione stratificazioni di arenaria e ghiaie conglomerate secondo un processo naturale, appartenenti ai sedimenti del mare introappenninico pliocenico. Nel 1283 il frate Giovanni da Panico aveva denominato “Madonna del Sasso” il piccolo santuario ricavato da una grotta. Questa venne allargata nel 1477 da Nicolò Sanuti. Molti contribuirono all’abbellimento del santuario, tra questi ricordiamo il pittore Andrea Donducci, detto il Mastelletta. In seguito al cedimento di una grossa falda di roccia nel 1787 venne deciso l’abbandono della cappella, l’immagine della Beata Vergine fu così portata da una imponente processione all’oratorio di Villa Ranuzzi.

 

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