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LA NOSTRA TERRA: SASSO MARCONI
Cenni storici.
Sasso Marconi prende il nome dal toponimo medioevale della Rupe (Sasso
di Glosina) che sorge alla confluenza tra Reno e Setta e da Guglielmo
Marconi, lo scienziato inventore del telegrafo senza fili.
Numerosi sono gli insediamenti umani di epoca preistorica rilevati
in questa zona, punto di passaggio e di collegamento tra l’area
appenninica e quella pedemontana. Da segnalare testimonianze di epoca
etrusca (i corredi di alcune tombe sono ora conservati al Museo di
Marzabotto) e romana (l’acquedotto scavato negli ultimi anni
del primo secolo a. C. alla confluenza tra Reno e Setta per portare
acqua potabile a Bologna è, in alcuni tratti, ancora funzionante).
Per tutta l’età comunale il territorio resta diviso
in varie parti (Vescovado bolognese, feudo di Panico, contado), soltanto
con la Signoria dei Bentivoglio inizia un periodo più fiorente:
la città si apre alla campagna, sorgono le prime dimore signorili
dell’aristocrazia prima, della borghesia cittadina poi.
Anche la vita artistica, nei secoli seguenti, sarà particolarmente
vivace grazie alla presenza di importanti personaggi come Francesco
Albani, Claudio Achillini, Andrea Donducci, detto il Mastelletta.
Nell’età napoleonica si giunge alla creazione del Comune
di “Produro di Sasso” e nel 1828 la configurazione territoriale è praticamente
quella attuale. L’ultimo conflitto mondiale provoca ingenti
danni al patrimonio edilizio e un alto numero di vittime tra la popolazione.
Una rapida ricostruzione ed un forte sviluppo industriale e urbanistico
lungo la strada Porrettana caratterizzano i decenni seguenti. Anche
se il progressivo abbandono delle campagne e del lavoro agricolo
ha profondamente cambiato il tessuto socio-economico della popolazione,
la comunità locale ha sempre dedicato attenzione ad un modello
di crescita che non cancellasse l’identità dei luoghi
e delle caratteristiche peculiari della gente “del Sasso”.
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