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ITINERARI DEL GUSTO

I sentieri del vino nei Colli Bolognesi e nella Valle del Reno.
Dai Gessi Bolognesi alla pianura attraversata dal Reno e dai suoi affluenti, tra le valli dell’Idice, del Savena, del Lavino, del Samoggia, del Panaro e, naturalmente, del Reno stesso, crescono le uve bianche che danno origine a vini di antica tradizione, quali il Pignoletto e il Montuni. Era il 1033 quando l’Abbazia di Nonantola concesse in enfiteusi alcuni vigneti, richiedendo in cambio un canone annuale pari a otto moggi di “vini boni e di mosti” , lavorati dagli stessi monaci. Qualche secolo dopo, nel 1596, il già menzionato studioso Andrea Bacci, pubblica un trattato, che avrà in seguito molta fortuna, dal titolo “ De naturali vinorum historia”, in cui un intero capitolo, “Bononiae vina” , viene per l’appunto dedicato ai vini bolognesi, coltivati secondo l’autore “ in apricis collibus” e “sub Appennini radicibus” . Bacci infine cita il “ Trebulano” (il Trebbiano) e il “ Pinet”, padre con ogni probabilità di quel Pinot che ritroveremo fra questi colli tre secoli dopo.

Feste popolari e gastronomia tradizionale.
Le tradizionali feste autunnali che si svolgono ogni anno tra ottobre e novembre sono una ghiotta occasione per comprendere e apprezzare i prodotti della collina bolognese e per tramandare sapori contadini mai dimenticati. A Mongardino c’è la “Festa dei Marroni” con allegre padellate di castagne arrosto, crescentine, piadine, formaggi, miele e castagnaccio. A Sasso Marconi c’è la “Tartufesta” dove sono presenti numerose bancarelle e dove è possibile degustare polenta, funghi, tagliatelle, e tanto tartufo. A Pontecchio c’è la “Festa del Vino Nuovo” dove oltre a del buon vino vengono offerte caldarroste, crescentine e crostate. Tra le specialità invernali segnaliamo i piatti a base di “ninein” (maiale), mentre in primavera la cucina che fa la differenza è quella vegetariana quando nei campi si possono trovare radicchi selvatici o “cudress” o “stricapogn” o “frash” da consumarsi crudi o bolliti in insalata.

I piatti tipici comprendono la pasta all’uovo fatta a mano in una varietà di forme: tagliatelle, tagliatelle verdi, lasagne, stricchetti, maltagliati, pistadini e taglioline per il brodo, tortellini e tortelloni di ricotta. Fra le carni oltre al suino primeggiano coniglio e pollame cucinati “in cacciatora” accompagnati da funghi e tartufi. I dolci tipici comprendono gli zuccherotti montanari, la zuppa inglese, le sfrappole e la torta di riso.
Sasso Marconi è uno dei nove comuni della provincia di Bologna il cui territorio costituisce l’area geografica “Colli Bolognesi” che da il nome alla D.O.C. di ben nove vini.Tra essi il Pignoletto, il Pinot Bianco, il Riesling italico, lo Chardonnay e il Sauvignon che sono vini bianchi; tra i rossi ci sono il Barbera, il Merlot e il Cabernet Sauvignon.
Per approfondimenti: www.appenninoeverde.org/enogastronomia.

 

 

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